Venerdì 13 marzo in due step dalle 9 alle 11 e dalle 11 alle 13 nell’aula magna del plesso Pacinotti alcune classi dell’Istituto incontreranno Mamady Cissé che presenterà la sua autobiografia “La mia sopravvivenza dalla disperazione alla speranza” edizioni Etabeta.
L’incontro è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica professoressa Margherita De Dominicis e si inquadra in una azione scolastica atta a favorire integrazione e lotta ad ogni discriminazione all’interno della scuola.
Le classi, preparate alla presentazione del libro dai docenti Elisa Cappellini, Gaia Meucci, Luigi Barontini, Daniela Gori, Riccardo Fagioli, arriveranno all’evento conoscendo il contenuto dell’opera di Cissé e sicuramente vorranno chiedere lumi su come il giovane della Guinea abbia vissuto questa odissea.
Lo scopo di questo incontro è di far comprendere il motivo per cui il giovane migrante africano è stato costretto a lasciare il proprio Paese senza sapere come e dove andare, una storia simile a quella di tanti altri migranti.
Nel libro l’autore informa i lettori che non tutti i migranti scelgono volontariamente di partire; alcuni sono proprio obbligati a farlo. Lui stesso è stato costretto a farlo perché il proprio zio aveva incaricato dei sicari di ucciderlo perché non voleva restituirgli il denaro che gli aveva rubato.
Il libro narra le incredibili esperienze di sopravvivenza di Mamady e tutte le difficoltà affrontate prima e durante il viaggio, dal suo Paese d’origine all’Italia. Sfuggito al tentato omicidio organizzato da suo zio, che purtroppo costa la vita al suo caro amico cieco, Cissé fugge senza sapere bene dove andare.
Lo zio aveva pianificato l’assassinio perché l’autore gli reclamava la restituzione dell’eredità del padre per poter aiutare sua madre e sua sorella. Costretto a fuggire, si ritrova fuori dal Paese e arriva in Mali. Non potendo restare lì, attraversa il deserto del Mali, affrontando i ribelli tuareg.
Giunge in Algeria, dove si sente minacciato dal rimpatrio. Passa poi in Libia, dove viene venduto, maltrattato, sequestrato, malnutrito e costretto a lavorare senza essere pagato. Dalla Guinea alla Libia percorre quasi 4000 km e in questo lungo viaggio ha assistito a brutali violenze, anche sessuali, assassini fino al terribile viaggio in gommone verso l’agognata costa italiana.
Il racconto è veramente coinvolgente e gli organizzatori sono certi che i partecipanti rimarranno profondamente colpiti dalla narrazione di Mamady Cissé.
Il giovane della Guinea oggi lavora in Italia come assistente di base alla persona, formato da un corso presso il Conservatorio San Giovanni di Pistoia, è felicemente sposato e vorrebbe riprendere gli studi per conseguire nuove professionalità.
Ciò che sottolinea nel libro è che, giunto in Italia, ha resistito alle tentazioni della delinquenza locale di facili guadagni per puntare sempre ad un lavoro onesto e all’integrazione.
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